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Le rovine di epoca romana, gli insediamenti etruschi, i reperti archeologici...
E' semplice e naturale divulgare e promuovere la conoscenza di un patrimonio archeologico di inestimabile valenza come quello della provincia di Roma, una terra così ricca di testimonianze storiche che ben rappresentano, grazie anche alla presenza di Roma, il più completo e stupefacente spaccato della cultura italiana ed europea.
Le rovine di epoca romana, gli insediamenti etruschi, i reperti archeologici disseminati su tutto il territorio, i monumenti, ci affascinano, ancora oggi, con il mistero della loro vita passata e si offrono al visitatore in tutto il loro splendore. Visitando la provincia di Roma i graditi ospiti potranno assaporare il gusto sottile dell'arte che qui assume caratteri universali e certamente rimarrà in tutti il profondo significato dell'incontro con uno dei luoghi più significativi e straordinari della nostra cultura.
Se è vero, come recita un famoso detto, che "tutte le strade portano a Roma" è anche vero che tutte le strade attraversano la provincia romana. Tra queste merita un cenno particolare la via Appia, la "regina viarum", così definita dai Romani, celebrata da pittori e scrittori di ogni epoca, ricca di testimonianze storiche e archeologiche come monumenti, tombe, acquedotti, tratti lastricati che la rendono unica al mondo. Proprio la via Appia ci conduce nella zona dei Castelli Romani, prima tappa del nostro itinerario, che hanno visto esaltata e diffusa, a livello internazionale, la loro vocazione turistica grazie anche alle incantate descrizioni di illustri viaggiatori tra i quali ricordiamo Goethe, Stendhal e Gogol. Cominciamo la nostra visita da Albano Laziale (Km.25 da Roma) il cui nome sembra derivi da Alba Longa; l'origine della cittadina deve ricondursi ai Castra Albana del III secolo d.C., accampamento fortificato fatto costruire dall'imperatore Settimio Severo. Da vedere il mausoleo degli Orazi e Curiazi del I secolo a C., i Cisternoni, imponente opera idraulica di epoca romana tutt'ora funzionanti, le rovine dell'anfiteatro e le terme di Cellomaio che risalgono all'imperatore Caracalla. Una visita merita, anche, Velletri (Km.39 da Roma), l'antica Velitrae, nel cui Museo sono conservati importanti reperti archeologici come, ad esempio, la copia della famosa Pallade Veliterna oggi conservata al Museo del Louvre di Parigi. Poco fuori Frascati (Km.20 da Roma) possiamo ammirare l'area archeologica di Tusculum in bella posizione panoramica. Da vedere i resti della via dei Sepolcri, di una cisterna romana, di una villa di Tiberio e, sopratutto, il teatro del II secolo a.C. dove, ancora oggi, sono riconoscibili la cavea, le rampe di accesso e il fronte della scena.
L'itinerario che segue è quello alla scoperta della cultura etrusca e inizia da Vejo, a poco meno di 20 Km. da Roma, capitale dello Stato Veiente, che a sud arrivava fino al Tevere, di cui occupava la sponda destra che comprendeva il Vaticano ed il Gianicolo; la città fu centro floridissimo tra l'VIII ed il VI secolo a.C.. Poco fuori le mura, in località Portonaccio, sono stati rinvenuti i resti di un Santuario con una piscina ed un Tempio, probabilmente dedicato a Minerva, a tre celle e con un grande pronao. Qui sono state ritrovate le quattro famose statue in terracotta di Apollo , Mercurio, Eracle e di una dea con bambino, che costituivano il gruppo acroteriale del Tempio. Databili alla fine del VI secolo, le statue, attualmente al Museo di Villa Giulia, sono state attribuite a quel Vulca che avrebbe lavorato al Tempio di Giove Capitolino a Roma. Tra le tombe di Vejo la più famosa è quella della "Campana" (prima metà del VI secolo a.C.); i suoi affreschi si rifanno all'arte orientale. Il corso del fiume Arrone segnava il confine tra lo Stato Veiente e quello Cerite, la cui capitale era Caere, a 45 Km. da Roma, situata nel luogo dell'odierna Cerveteri. Le sue origini risalgono al IX secolo a.C., all'età del ferro, ma il periodo di massimo splendore Caere lo raggiunse tra il VII e il VI secolo a.C. quando dominava un vasto territorio che comprendeva i Monti della Tolfa, il lago di Bracciano, parte delle aree di Blera e di Vejo e ben settanta chilometri di costa tirrenica. Le tombe più antiche risalgono all'VIII secolo a.C., le più recenti sono successive al IV. Nella necropoli della Banditaccia troviamo vari tipi di tombe architettoniche; alcune a tumulo, in tufo, con camere ad imitazione dell'interno delle case dei vivi, altre simili, anche all'esterno, alle abitazioni, allineate lungo vere e proprie vie sepolcrali ortogonali ed altre ancora, le più recenti, ad ipogeo. Le tombe più interessanti di questa necropoli sono quelle dei Sarcofagi, dell'Alcova, dei Capitelli, dei Letti funebri e, sopratutto, la Tomba Bella o dei Rilievi (IV secolo a.C.). A Pyrgi (Santa Severa), nel Santuario dedicato a Leucothea, sono state rinvenute due lamine auree in etrusco e fenicio che costituiscono la più lunga ed importante testimonianza bilingue etrusca.
Proseguendo nell'itinerario giungiamo alla Valle del Tevere una delle zone di maggiore interesse della provincia romana perché offre l'opportunità di visitare antichi paesi medioevali ed aree archeologiche particolarmente significative. E' proprio lungo il percorso che segue da vicino le anse del Tevere che si può scoprire un incredibile gioiello dell'antichità classica, cercato a lungo da storici e archeologi e finalmente riportato alla luce: il Lucus Feroniae in località Fiano Romano (Km.36 da Roma). Si tratta di un'importante colonia romana, centro di antichissimi mercati, con il celebre Santuario dedicato alla dea Feronia, divinità della terra e della natura, distrutto da Annibale nel 211 a.C. ma ricostruito e rimasto fiorente fino al III secolo d.C.. Ancora oggi è possibile ammirare il tracciato dell'antica cittadina con il foro fiancheggiato da portici dove si aprivano numerose botteghe, un edificio templare ed un anfiteatro tra i più piccoli rinvenuti in Italia. Pochi chilometri e ci troviamo a Capena (Km.36 da Roma), cittadina medioevale, dove è possibile visitare, in località Civitucola, l'antica acropoli con le sue rovine: una costruzione romana, delle mura e dei cunicoli fognari e, intorno al colle, numerose necropoli. Ci spostiamo, ora, nell'area tiburtino-sublacense, nella Valle dell'Aniene, dove incontriamo Tivoli (Km.32 da Roma) che, per la sua antichissima origine e la ricchezza della sua storia, vanta un patrimonio archeologico vastissimo. L'origine della città, secondo la tradizione, risale al 1215 a.C. che coincide con la formazione del villaggio latino, Tibur, che, probabilmente, occupava il luogo dell'acropoli. Su di essa furono eretti i due templi più famosi di Tivoli, quello di Sibilla, a pianta rettangolare e quello di Vesta, a pianta rotonda; nelle vicinanze della Rocca Pia fu costruito l'Anfiteatro Romano detto di Bleso, scoperto nel 1948, le cui gradinate si ergevano per una altezza presunta di 12 metri. Un cenno particolare merita Villa Adriana (118-138 d.C.) sopratutto per l'imponente grandiosità dell'architettura. La Villa è caratterizzata da un insieme di costruzioni come templi, teatri, biblioteche, terme e specchi d'acqua e, ancora oggi, conserva, intatto, il fascino della grandezza e dello splendore della romanità. Rimanendo in zona, da vedere la Villa di Orazio a Licenza (Km.55 da Roma) i cui reperti si trovano al Museo Oraziano di Palazzo Orsini. Cambiamo scenario ed eccoci nella zona dei Monti Prenestini situati nella parte meridionale della provincia; siamo a Palestrina (Km.39 da Roma), l'antica Praeneste, le cui antiche origini sono testimoniate dal Tempio della Fortuna Primigenia, un maestoso Santuario che domina tutto il centro abitato. Le mura del tempietto terminale sono inglobate nel seicentesco Palazzo Colonna Barberini, sede del Museo Nazionale archeologico prenestino dove è conservato lo splendido mosaico dell'inondazione del Nilo. La città è anche nota per aver dato i natali a Giovanni Pierluigi da Palestrina, uno dei massimi geni della musica di tutti i tempi. Da visitare anche Segni (Km.58 da Roma) con la monolitica Porta Saracena incastonata nelle mura poligonali del VI secolo a.C.
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